Upega Upega CN, Italia
Categoria Poi : Città
Item Type : Punto di Interesse
Provincia : CuneoUpega

Upega, leggera come una farfalla

Posta su un dolce declivio di pascoli e larici, Upega, in Alta Val Tanaro, è una delle tre frazioni, insieme a Carnino e al capoluogo Piaggia, che compongono il comune di Briga Alta.

Con i suoi 1297 metri sul livello del mare, questo delizioso borgo montano è oggi un piccolo centro dalla marcata vocazione turistica, base per frequenti gite ed escursioni lungo le numerose strade bianche che percorrono le alte dorsali montane che circondano il paese.
Fino ad un recente passato però, Upega è stato un vivace ed abitato Borgo dedito ad una fiorente attività agro-silvo-pastorale nel cuore della terra brigasca.

Etimo dall’origine incerta di probabile derivazione preromana che potrebbe significare luogo in posizione elevata e che sta in alto, secondo alcune tesi il borgo di Upega nacque intorno al X secolo dopo Cristo in seguito alle scorrerie saracene che in quell’età colpivano la Liguria, il Midi francese e il basso Piemonte costringendo gli abitanti della costa a trovare riparo e rifugio nell’entroterra. Secondo altre interpretazioni l’insediamento sarebbe sorto invece come diretta propaggine di Briga (La Brigue, oggi in territorio francese) per ragioni legate all’estendersi dei pascoli (nelle terre brigasche era molto diffuso l’allevamento di ovini) e a nuovi insediamenti agricoli.

Circondato da una splendida corona di vette tra cui spiccano la Cima del Vescovo, la Cima di Velaga e il Monte Bertrand, il borgo di Upega raggiunse la sua massima espansione demografica durante il XIX secolo e ancora ai primi del ‘900 contava alcune centinaia di residenti che con il passare degli anni, a causa del forte spopolamento vissuto dalle aree montane, si sono ridotti a poche decine di abitanti.

Addossato lungo il costone più solatio del vallone, l’abitato di Upega è costituito da singolari edifici a più piani (fino a cinque!) di rara bellezza, con tetti in pietra e caratteristici balconi in legno.
Tuttavia, a dispetto di ciò, il borgo conserva una sua poesia ed alcuni edifici e costruzioni, tra cui la cosiddetta Casa del forno (un’antica costruzione probabilmente risalente al XVII secolo sotto il cui porticato venne realizzato il forno comune utilizzato a suo tempo dalla comunità upeghese) e la Fontana della Chiesa con una struttura a vasche simmetriche le cui acque sfociano poi nel vicino lavatoio, sono certamente degne di nota.

Poco fuori l’abitato poi non ci si può non innamorare della piccola, rustica cappella della Madonna della Neve, una chiesetta campestre collocata al limitare del Bosco delle Navette (uno stupendo bosco di abeti e larici che si estende per 2.770 ettari sopra l’abitato di Upega ed è in assoluto una delle più vaste ed interessanti aree boschive delle Alpi Occidentali) da tempo immemore frequentata da pastori transumanti e abitanti del luogo. Ancora più in alto rispetto alla già elevata posizione della Madonna della Neve è da segnalare infine la Cappella di Sant’Erim, una semplice e seppur suggestiva chiesetta di montagna (recentemente restaurata) nella Valle dei Maestri, un terreno di pascolo che dista circa un’ora e trenta, due ore di cammino da Upega e non molto distante dai 2107 metri del Colle dei Signori; la cappella, nel corso dei secoli (la costruzione dell’edificio risale probabilmente al XVI secolo) è stata assai frequentata da parte degli upeghesi e dai pastori all’alpeggio delle Terre Brigasche ed ancor oggi rappresenta, insieme alla statua del Redentore sul Monte Saccarello, uno dei luoghi più amati dai brigaschi.

Terra forte e selvaggia, Upega non è stata soltanto patria di indomiti pastori e caparbi montanari, ma anche di uomini liberi e orgogliosi e infatti durante gli anni del secondo conflitto mondiale (come già la poco distante Triora durante il mese di luglio), nell’ottobre del 1944 il borgo alpino fu teatro di una cruenta battaglia tra le forze antifasciste delle I e V Brigate garibaldine (le truppe partigiane si erano concentrate nella zona di Piaggia, Upega e Carnino per prepararsi a passare il Mongioie verso Fontane in Alta Val Corsaglia) e i nazifascisti che con oltre cinquemila uomini da settimane stavano procedendo ad azioni di rastrellamento dell’area. Il 15 ottobre i nazifascisti attaccarono S. Bernardo di Mendatica mentre il grosso delle truppe partigiane lasciava Piaggia per Upega, ritenuta più sicura.
Ma il 17 ottobre i nazifascisti provenienti in forze dall’Alta Val Roia (probabilmente avvertiti da delle spie circa la posizione delle truppe partigiane) attraverso il Bosco delle Navette piombarono di sorpresa su Upega e nonostante la disperata resistenza partigiana i caduti furono oltre venti ed altri sei, sbandati durante le precipitose azioni di ritirata verso Fontane in Alta Val Corsaglia, vennero catturati e condotti a Saorge in Val Roia dove furono trucidati alcuni giorni dopo.

Lascia un commento

Potrebbero anche interessarti: