Triora 18010 Triora, Province of Imperia, Italy
Categoria Poi : Città
Item Type : Punto di Interesse
Provincia : ImperiaTriora

Lungo le strade di Triora

Tra la primavera e l’inizio dell’estate i profumi del rosmarino in fiore, del timo, della salvia e dell’origano accolgono, inebriandolo, il visitatore che si dirige verso Triora, in alta Valle Argentina.

Qui l’aria è frizzante e il silenzio profondo, soltanto a tratti interrotto dai consueti fragori della vita quotidiana. Tutto, in questo splendido borgo medievale abbarbicato sulla parte terminale del monte Trono (e già il nome stesso di questo monte dovrebbe dirci molto della nobiltà dei luoghi, “in nomen omen” dicevano i latini), tutto ci parla della grandezza e bellezza di questi territori.
Sito abitato dai Liguri ancor prima della colonizzazione romana (autorevoli studi citano la Grotta del Pertuso nel territorio dell’attuale comune di Triora come luogo utilizzato già nel periodo del Bronzo Antico per sepolture collettive riconducibili a popolazioni Liguri), con ogni probabilità Triora deve il suo nome all’espressione latina tria ora, tre bocche, che per taluni starebbero ad indicare i tre corsi d’acqua presenti sul territorio – i torrenti Tanarello, Argentina e Negrone – per altri i tre principali prodotti del territorio: il grano, la vite e la castagna; nei fatti, anche lo stemma cittadino è costituito da un cane a tre teste in campo azzurro.
Comune di notevoli dimensioni (a tutt’oggi il più esteso della provincia di Imperia), in età medievale Triora appartenne fino all’ XI secolo alla Marca Aleramica, in seguito a quella Arduinica per poi divenire un importante feudo dei Conti di Ventimiglia. Nel 1261 atti notarili ci riferiscono come il borgo entrasse a far parte della Repubblica di Genova del cui territorio fece lungamente parte resistendo strenuamente ai numerosi tentativi di annessione di cui fu oggetto (il più celebre fu quello Sabaudo del 1625): ma, grazie alla posizione arroccata, ad ampie mura e ben cinque fortezze Triora confermò nel tempo la propria fama di rocca inespugnabile.

Dopo il tramonto della Repubblica di Genova e l’avventura napoleonica, con il Congresso di Vienna Triora passò prima al Regno di Sardegna e, nel marzo 1860, al Regno d’Italia. Duramente colpita durante il secondo conflitto mondiale, tra il 2 e il 5 luglio 1944 Triora fu oggetto di una terribile rappresaglia nazista che incendiò e distrusse interi quartieri favorendo il processo di spopolamento del borgo che toccò il suo apice negli anni ’50 e ’60 del ‘900 quando, venute progressivamente meno le attività agricolo-pastorali, il territorio triorese subì un pesante declino.

A partire dagli anni ’80, il turismo è divenuto la nuova vocazione di Triora e così dapprima la costituzione del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri, poi l’allestimento del Museo Regionale Etnografico e della Stregoneria (1983) e contestualmente un attento piano di recupero del centro storico con il restauro di alcuni importanti edifici e dimore storiche (Palazzo Borelli, Palazzo Capponi, Palazzo Stella per citarne alcuni), hanno favorito la lenta ma progressiva ripresa del territorio di Triora che è tornato a rifiorire. Si sono riscoperte attività agricole e artigianali di un tempo e ne sono nate di nuove e l’afflusso di turisti italiani e stranieri a spasso per strade e sentieri, i vicoli e le piazze del borgo medievale è diventato con gli anni una piacevole costante.

Meta sia di un turismo più dichiaratamente sportivo che, per così dire, di percorsi di tipo cultural-folkloristico, il territorio di Triora può offrire al visitatore di oggi un’ampia gamma di possibilità che spaziano dalle passeggiate nei boschi (sia in estate che in inverno) e dai percorsi di trekking e mountain bike lungo i sentieri del Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri (http:// parconaturalealpiliguri.it) a visite e passeggiate di sicuro interesse nel concentrico del borgo di Triora. Tra le moltissime mete outdoor offerte dal territorio, tra scenari incantevoli e paesaggi mozzafiato, dove non si ha che l’imbarazzo della scelta. Triora insiste su un comprensorio dove il solo Bosco delle Navette fitto di larici, abeti, faggi e betulle e ricco di una fauna composta da caprioli e cinghiali, fagiani e lepri, pernici e scoiattoli rappresenta un’inesauribile fonte di bellezza ed emozioni. Per l’escursionista curioso è probabilmente imperdibile l’ascensione ai 2.200 metri del monte Saccarello, un monte che da solo raccoglie un discreto numero di primati: sotto il profilo eminentemente estetico il Saccarello è punto di osservazione stupendo sull’arco alpino, è il confine amministrativo tra le province di Imperia e di Cuneo, è confine di Stato tra l’Italia e la Francia nonché punto più elevato del territorio ligure ed infine sorgente del fiume Tanaro che, dopo 290 chilometri di percorso, sfocerà nel Po!

Se invece le attenzioni del visitatore sono più rivolte alla storia dei luoghi, degli edifici e delle persone come non farsi ammaliare dalla complessa struttura architettonica del borgo medievale di Triora e dalla lunga teoria di vicoli, piazze e carruggi che conducono l’ospite sulla soglia di oltre una decina di chiese e di innumerevoli case e palazzi di antica e magnifica fattura.
Tra i tanti percorsi di visita possibili segnaliamo la stupenda Collegiata dell’Assunta, imponente chiesa che della lontana origine romano-gotica conserva ancora il portale ogivale inserito nella facciata che troneggia sulla piazza e il Museo Regionale Etnografico e della Stregoneria (Corso Italia, 1) dove oltre agli strumenti e oggetti legati alle antiche usanze pastorali e contadine, i visitatori potranno osservare e sfogliare libri, documenti e ricostruzioni d’ambiente legate alla stregoneria e alle oscure e intrigate vicende relative ai celebri processi alle streghe di Triora degli anni 1587- 1589.

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