Ormea 12078 Ormea, Province of Cuneo, Italy
Categoria Poi : Città
Item Type : Punto di Interesse
Provincia : CuneoOrmea

Ormea, quasi Liguria

Circondata da alcune imponenti cime sopraelevate sulla bella cornice rocciosa che si innalza alle spalle della città, Ormea è adagiata su un ampio lembo pianeggiante che si distende lungo le sponde del fiume Tanaro.

Il Pizzo di Ormea (2.476 m.) ed il Monte Antoroto (2.144 m.) sono tra le prime cime delle Alpi Liguri di una certa rilevanza e, sicuramente, offrono uno stupendo colpo d’occhio a chi arriva nella città (titolo di cui Ormea venne insignita nel 1804 da Napoleone) ma concorrono soprattutto a proteggere l’abitato dalle correnti fredde provenienti da Nord, contribuendo in tal modo a conservare in questo luogo, che risente positivamente anche della vicinanza della costa Ligure, un clima relativamente mite.

Ormea è un Comune molto esteso e ricco di frazioni dove si sono praticate per secoli una intensa attività pastorizia e l’agricoltura di versante con la coltivazione di grano saraceno, patate e castagne.
I formaggi d’alpeggio e questi semplici prodotti della terra sono da sempre gli ingredienti di base di una cucina molto originale, che ha conservato nei secoli alcune peculiarità davvero uniche. La cucina ormeasca rappresenta in qualche modo il trait d’union tra quella del basso Piemonte e quella della vicina Liguria e tra i piatti più originali spiccano certamente i “tultei”, particolari ravioloni ripieni di “cin”, un ripieno di patate e soffritto di porri, insaporito da erbette aromatiche ed abbrustoliti sulla piastra della stufa a legna. Che dire poi delle “fozze” una sorta di pane ricavato dall’impasto di farina e latte, e delle lasagne d’Ormea o della polenta di grano saraceno, si aggiunga poi la costante presenza nei menù dei ristoranti di un pregiato “Ormeasco”, vino che porta questo nome seppure prodotto sul vicino versante ligure, e si capirà che la città sa essere un vero paradiso per i gourmand.

Ma Ormea, città ricca di una storia che si perde fin alla remota epoca delle invasioni saracene, sa attrarre anche per molte altre ragioni; basterebbe pensare ad una camminata verso le oltre venti frazioni del Comune per fare la felicità di chi ama passeggiare in montagna, ma c’è molto altro per gli amanti dell’outdoor con possibilità di gite che si spingono verso i rifugi in quota e verso le splendide cime e gli alpeggi che le circondano, magari percorrendo la Balconata di Ormea lungo tutti i suoi 40 km di sentieri segnalati. La ricerca delle tracce storiche della città passano attraverso uno sguardo alle imponenti mura dell’antico castello di cui rimane un massiccio rudere che troneggia sull’abitato, per proseguire attraverso il dedalo di stradine, tutte pavimentate, che si intersecano fitte e suggestive per il borgo, fino a raggiungere la splendida facciata della trecentesca Casa del Marchese riccamente decorata e la Chiesa Parrocchiale di San Martino sulla quale si innalza un bel campanile romanio, edificato sopra quella che fu la porta della città.
C’è poi da fare una capatina alla caratteristica Casa Museo, una vecchia abitazione tradizionale all’interno della quale è allestito un ricchissimo museo etnografico.
I parchi ed i giardini della città sono tutti ornati da sculture di affermati artisti contemporanei realizzate con il pregiato marmo nero di Ormea e meritano certamente una visita, così come la saracena torre tondeggiante che si erge minacciosa sulla rupe che sovrasta la frazione Barchi.

Ormea è, inoltre, il capolinea della storica linea ferroviaria proveniente da Ceva. Inaugurata nell’ultimo decennio dell ‘800, la linea era nata nelle intenzioni originali per collegare questa parte della provincia di Cuneo con Oneglia. Il progetto non venne mai completato poiché venne scelto, dal governo dell’epoca, di realizzare il collegamento con il ponente ligure attraverso il colle di Tenda con la linea Cuneo- Ventimiglia, cosicché la ferrovia si fermò definitivamente ad Ormea. Dopo un periodo di declino, causato dalla riduzione delle linee meno trafficate da parte delle Ferrovie dello Stato, oggi la linea è in fase di ripristino mediante treni storici di forte valenza turistica.

Dalla sua inaugurazione, fino agli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, la ferrovia ebbe un ruolo importante poiché favorì le comunicazioni e diede un impulso notevole alla città. Ormea divenne infatti un centro turistico di grande rilevanza; la costruzione del Grand Hotel attrasse una clientela di alto rango, costituita da famiglie nobili provenienti dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Russia e dalla Germania.

Molte ville vennero edificate in quegli anni e testimoniano ancora oggi il fasto e la sontuosità di quell’epoca che vide funzionare anche una sede estiva del Casinò di Sanremo.
Numerosissime le frazioni di Ormea: Aimoni, Albra, Alpisella, Barchi, Bossi, Bossieta, Campocomune, Cantarana, Case Rian, Chionea, Chioraira, Eca, Isola Perosa, Nasagò, Pian del Fò, Ponte di Nava, Pornassino, Prale, Quarzina, Toria, Valdarmella, Villaro, Viozene. Quest’ultima la troviamo sul percorso della strada provinciale che si inoltra verso il Bosco delle Navette passando per Upega.
In molte altre, disseminate spesso lungo i sentieri della Balconata, è possibile trovare ancora oggi intatta una caratteristica architettura di montagna, con case addossate le une alle altre, fatte con muri a secco costruiti con pietra grigia a spacco ed un tempo ricoperte in paglia o in lastre di pietra.

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