La Ciclovia del Tanaro: Itinerario - Alta Via del Sale

La Ciclovia del Tanaro
da Priola al Ponte di Nava

L’ITINERARIO

Si tratta di un itinerario ciclo-pedonale realizzato ad hoc per questo uso e quindi chiuso al traffico motorizzato.

IL PERCORSO

L’itinerario ciclabile è, una pista ciclabile di recente realizzazione, quasi interamente asfaltata (risultano ancora da asfaltare due tratti tra Barchi ed Ormea e tra Cantarana e Ponte di Nava). Si tratta di una vera e propria arteria verde, una greenway, che collega Priola, Garessio ed Ormea proseguendo sino a Nava con un dislivello molto lieve tra i 500 metri di Priola e gli 803 metri di Ponte di Nava su uno sviluppo di circa 26 km.
Lungo l’itinerario, che si insinua nel solco della Alta Valle del Tanaro con un andamento scorrevole ed ombroso, si incontrano sorgenti e punti sosta panoramici che accrescono l’amabilità della pedalata o della camminata. Un itinerario ideale per famiglie che consente di vedere la valle sotto una prospettiva differente e percorrerla in maniera tranquilla e sostenibile.

PUNTI D’INTERESSE

  • Garessio
    Garessio, cittadina inserita a ragione tra i Borghi più belli d’Italia, è situata al centro di un fitto crocevia di strade; alcune di esse di memoria pre romana, seguono da millenni gli stessi percorsi, quelli che portano dal basso Piemonte verso il mare.
    Sono quattro i quartieri nei quali si suddivide la città: Borgo Maggiore, Poggiolo, Ponte e Valsorda. Partendo dal basso incontriamo il Borgo Ponte, disteso lungo il corso del Tanaro che taglia in due il quartiere. Qui è la sede dei commerci e delle botteghe che si susseguono lungo la statale e nelle vie che si inoltrano verso il ponte, che solca il letto di questo fiume irrequieto. Nel Borgo Ponte sorge la parrocchiale di S.Caterina, progettata dal famoso architetto Francesco Gallo. Nel Borgo Maggiore si trova il bel Palazzo Comunale sul quale si eleva una torre civica ed il cui nucleo centrale venne edificato nel XIII secolo. Il Borgo ha la sua parte più antica segnata dai resti delle mura nelle quali si aprivano le porte della città, due delle quali ancora perfettamente conservate: Porta Jhape e Porta Liaziolorum. In questo quartiere si incontrano la bella Chiesa Romanica di Santa Maria in Ripis, risalente al XII secolo e la più recente parrocchiale dell’Assunta. Sempre nel borgo sorge la Confraternita di San Giovanni, con accanto un caratteristico Battistero a pianta ottagonale. Anche questo edificio ha origini molto remote e qui si rappresenta, ogni quattro anni, un dramma sacro molto suggestivo detto Il Mortorio, scritto nel 1433 ed ispirato alla Passione di Cristo ed alla sua Deposizione dalla croce.
    Risalendo il versante in direzione di Calizzano si raggiunge Valsorda. Il rione è adagiato sul crinale che digrada verso la parte bassa della città ed è dominato dall’imponente cupola di un santuario dedicato alla Madonna. La caratteristica di questo edificio religioso è un primato: si tratta infatti della prima cupola costruita in Italia in cemento armato, e questo avvenne nel 1924. Il territorio di Garessio è molto esteso e si allunga anche verso nord, fino al monte Mindino ed al colle Casotto. Nato come Certosa probabilmente prima dell’anno mille, subì nei secoli molte trasformazioni l’ultima delle quali realizzata su progetto degli architetti della real casa sabauda e divenne Casa di Caccia di Vittorio Emanuele II.
  • Ormea
    Ormea è un comune molto esteso e ricco di frazioni dove si sono praticate per secoli un’intensa attività pastorizia e l’agricoltura di versante con la coltivazione di grano saraceno, patate e castagne.
    I formaggi d’alpeggio e questi semplici prodotti della terra sono da sempre gli ingredienti di base di una cucina molto originale, che ha conservato nei secoli alcune caratteristiche davvero uniche. La cucina ormeasca rappresenta in qualche modo il trait d’union tra quella del basso Piemonte e quella della vicina Liguria e tra i piatti più originali spiccano certamente i “tultei”, particolari tortelli ripieni di “cin”, un ripieno di patate e soffritto di porri, insaporito da erbette aromatiche ed abbrustoliti sulla piastra della stufa a legna. Che dire poi delle “fozze” una sorta di pane ricavato dall’impasto di farina e latte, e delle lasagne d’Ormea o della polenta di grano saraceno, si aggiunga poi la costante presenza nei menù dei ristoranti di un pregiato “Ormeasco”, vino che porta questo nome seppure prodotto sul vicino versante ligure, e si capirà che la città sa essere un vero paradiso per i gourmand.
    Ma Ormea, città ricca di una storia che si perde fin alla remota epoca delle invasioni saracene, sa attrarre anche per molte altre ragioni; basterebbe pensare ad una camminata verso le oltre venti frazioni del Comune per fare la felicità di chi ama passeggiare in montagna, ma c’è molto altro per gli amanti dell’ outdoor con possibilità di gite che si spingono verso i rifugi in quota e verso le splendide cime e gli alpeggi che le circondano, magari percorrendo la Balconata di Ormea lungo tutti i suoi 40 km di sentieri segnalati. La ricerca delle tracce storiche della città passa attraverso uno sguardo alle imponenti mura dell’antico castello di cui rimane un massiccio rudere che troneggia sull’abitato, per proseguire attraverso il dedalo di stradine, tutte pavimentate, che si intersecano fitte e suggestive per il borgo, fino a raggiungere la splendida facciata della trecentesca Casa del Marchese riccamente decorata e la Chiesa Parrocchiale di San Martino edificata sopra quella che fu la porta della città sulla quale si innalza un bel campanile romanico.
    La caratteristica Casa Museo, una vecchia abitazione tradizionale all’interno della quale è allestito un ricchissimo museo etnografico, merita una visita.
    I parchi ed i giardini della città sono tutti ornati da sculture di affermati artisti contemporanei realizzate con il pregiato marmo nero di Ormea e meritano certamente una visita, così come la tondeggiante Torre Saracena che si erge minacciosa sulla rupe che sovrasta la Frazione Barchi.
    Da vedere anche la Chiesa della Madonna degli Angeli, la Cappella di San Mauro, la cappella di San Rocco ed il Santuario della Madonna dell’Albareto.
    Ormea è, inoltre, il capolinea della storica linea ferroviaria proveniente da Ceva.
  • Ponte di Nava
    Ponte di Nava, frazione di Ormea, prende il nome dal ponte sul fiume Tanaro, sulla strada che conduce all’omonimo Colle. Qui passava anticamente il confine tra la Repubblica di Genova ed il Ducato di Savoia e successvamente tra la Repubblica di Genova e Regno di Sardegna. Attualmente si trova al confine tra Liguria e Piemonte.

AREA GEOGRAFICA INTERESSATA

Il percorso cicloturistico e pedonale attraversa i Comuni di Priola, Garessio, Ormea, sino al Ponte di Nava.
L’itinerario si completa con altri percorsi ciclabili presenti sull’area, consentendo al turista di effettuare deviazioni sul territorio e/o proseguimenti lungo altri tratti, tra i principali vi sono:

  • L’Anello di Caprauna attraverso il Colle S. Bartolomeo (itinerario ciclo-escursionistico per MTB)
  • L’Anello delle Salse che collega Upega con la Valle D’Arroscia, per poi giungere a Nava attraverso il Colletto delle Salse (itinerario cicloturistico per bici da strada)

Lunghezza totale: La pista ciclabile affianca per tutto il suo percorso l’andamento del fiume Tanaro, per una lunghezza totale di 26,6 km e favorisce la fruizione della bassa valle tra i Comuni di Priola (frazione Pievetta), Garessio e Ormea per giungere sino al Ponte di Nava.
La partenza, nella località Pievetta, è posta a quota 537 metri sul livello del mare la quota massima raggiungibile (sulla ciclovia) è di 803 metri.

Difficoltà e percorrenza: Si tratta di una pista ciclabile chiusa al traffico veicolare, fruibile tendenzialmente tutto l’anno. Il moderato dislivello rende il tracciato adatto ad un’utenza di tipo famigliare. Il percorso è facile, praticabile da tutti, in parte su asfalto, in parte sterrato.
Fruizione generalmente annuale, condizioni meteorologiche permettendo durante il periodo invernale.

Right Menu Icon
Indietro